emama

joined 9 months ago
 

Travolti da una valga di odio sui social, dagli insulti fino agli auguri di morte: “Avete partorito un mostro”: la procura indaga per istigazione al suicidio.

Tutti noi che frequentiamo certi social, in particolare Facebook, conosciamoci cosa sia la gogna mediatica, per averla provata direttamente su di noi, o sperimentata sui profili di altri. Valanghe di miserabili esseri umani si scatenano in insulti pesantissimi, proclami di odio, auguri di morte contro persone che neppure conoscono. In genere ad essere presi di mira sono soprattutto figure di spicco della sinistra (politici, storici, gente di spettacolo), nessun interesse a dialogare solo vagoni di m...a e livore.
Esseri che riversano così il loro malessere, le loro frustrazioni, la loro invidia, la realtà di una vita vuota di affetti e soddisfazioni.
Inutile segnalare i "leoni da tastiera" l'algido algoritmo di Meta non è interessato all'odio dilagante. Ma prova a pubblicare la foto di un agente federale USA che pistola in mano uccide Alex Pretti, a terra e disarmato, prova a pubblicare una vecchia copertina di "Il nostro angelo" con un gruppo di hippies tra cui delle ragazze a seno nudo, prova a pubblicare la foto di Repubblica con un gruppo di ragazzi impiccati a Teheran, prova a pubblicare i dossier dei crimini fascisti in Slovenia con le foto che li documentano.
Ebbene incorrerai in varie conseguenze, dalla più "mite" del post spostato in basso, alla peggiore, account sospeso per periodi più o meno lunghi. Il potere privato si fa legislatore, esecutore e giudice.
Come è accaduto a me.

#coniugiCarlomagno #istigazionesuicidio #odioSocial

@news

 

RENEE GOOD POTEVA ESSERE SALVATA
Alfredo Facchini

Renée Good rimase in vita per otto minuti. Un’eternità. Secondo il senatore e medico Matt Klein, un dottore presente sul posto si offrì di intervenire subito. Ma gli fu impedito. Un’accusa gravissima.

Ma nell’Amerika di Trump cadrà nel vuoto. Lo Stato ancora una volta farà da scudo intorno a chi ha premuto il grilletto e ai suoi complici. L’agente dell’ICE che ha sparato gira liberamente. Non è in carcere, non è imputato, non è nemmeno sotto processo. È protetto. Coperto. Immune.

L’immunità è una dottrina. Serve a garantire che chi esercita la violenza per conto dello Stato non debba mai risponderne davvero. Renée Good non è morta solo per un colpo d’arma da fuoco. È morta perché l’ICE oggi non risponde ai cittadini, ma solo al potere che la finanzia e la legittima.

Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca nel 2025, la polizia dell’immigrazione non è più un’agenzia federale come le altre. È diventata, una milizia fascista, l’asse portante di una politica punitiva, ideologica, costruita sull’idea che la migrazione sia una colpa e il migrante un nemico interno. Nel primo mandato era un laboratorio. Nel secondo è una macchina a pieno regime.

Al comando c’è Tom Homan, ribattezzato senza ironia lo “Zar del confine”. Oggi rivendica apertamente l’obiettivo: espulsioni di massa, senza filtri, senza priorità, senza eccezioni. La più grande operazione di rimpatrio nella storia statunitense. Detto, promesso, messo a bilancio.

La missione dell’ICE è stata riscritta. Non si parla più di criminalità grave, di interventi mirati. Chi è privo di documenti diventa automaticamente un bersaglio. Punto. Arresto, detenzione, rimpatrio.

Los Angeles, New York, Chicago: sono finite nel mirino. Raid, arresti sul posto di lavoro, per strada, davanti alle scuole. Una sfida aperta alle amministrazioni locali, trasformata in scontro politico permanente. La risposta federale è muscolare. Dove scoppiano proteste, arriva la Guardia Nazionale.

Il Congresso in mano al Trumpismo ha approvato il famigerato “Big Beautiful Bill”: circa 170 miliardi di dollari destinati alla sicurezza interna su più anni. Una fetta gigantesca finisce all’ICE. Risultato: organici quasi raddoppiati, fino a circa 22.000 agenti; centri di detenzione nuovi di zecca o ampliati; voli charter privati che decollano ogni giorno con un solo scopo, riportare indietro corpi indesiderati.

I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan cosa stia succedendo. A fine 2025 oltre 70.000 persone detenute: un record assoluto. Strutture al collasso. Sovraffollamento cronico. Denunce continue. Morti sospette, cure negate, condizioni degradanti. Il governo risponde con la solita formula: “law and order”.

Non è sicurezza. È costruzione del capro espiatorio. L’ICE, così com’è stata riforgiata sotto Trump, non serve a governare l’immigrazione. Serve a mostrare forza, a produrre paura, a tenere in piedi una narrazione elettorale permanente. Una guerra interna suprematista combattuta contro chi ha meno diritti, meno voce, meno difese.

#AlfredoFacchini #reneenicolegood
#ice

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/21/renee-good-agenti-ice-soccorsi-impediti-news/8264256/

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Un software installato sui computer delle procure e dei tribunali italiani sarebbe in grado di spiare magistrati e giudici senza lasciare alcuna traccia. È quanto scoperto da Report che nella puntata di domenica prossima dedicherà un servizio firmato da Carlo Tecce e Lorenzo Vendemiale alla vicenda.
Se vero a cosa serve la riforma Nordio? A ridurre le spese di controllo diminuendo i magistrati da controllare? A quelli non controllati direttamente dalla politica ci penserebbe il software spia.
“a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca"
Continuiamo a firmare firmare firmare come non ci fosse un domani! La Repubblica democratica è tragicamente a rischio.

https://www.editorialedomani.it/fatti/quarantamila-computer-sotto-sorveglianza-ecco-chi-puo-spiare-i-magistrati-delle-procure-italiane-oxps5o88

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5400034

@news

#report #magistraturaItaliana #softwareSpia #ranucci #riformadellagiustizia

 

Tillie Martinussen, groenlandese, è una politica ed ex parlamentare liberale che milita nel Suleqatigiissitsisut, una delle piccole forze di centro-destra della Groenlandia favorevoli a mantenere l’unione con il Regno di Danimarca. Da lei è venuta una lezione memorabile al presidente statunitense Donald Trump che vorrebbe comprarsi la Groenlandia (o prenderla con la forza).
E’ qualcosa che dovrebbero leggere i leader europei, a cominciare da Giorgia Meloni.
Ecco cosa ha detto:

Penso che Trump non conosca affatto il popolo groenlandese. Noi non diamo particolare valore ai soldi, alle labbra alla Kardashian e a quel tipo di cose. In Groenlandia, tra l’altro, non si può nemmeno possedere la terra: puoi ottenere un lotto per costruire la tua casa e possiedi la casa sopra il terreno, ma la terra in sé no. Perché i groenlandesi non credono che la terra appartenga a una persona sola: appartiene a tutti. E lo stesso vale per il mare e per le ricchezze che contiene. Per questo è un enorme errore di calcolo pensare che i groenlandesi possano essere comprati con il denaro. Non è così. E anche se ci dicessero: “100.000 dollari a persona”, non rinunceremmo mai alla sanità gratuita, non rinunceremmo all’istruzione gratuita, non rinunceremmo a far parte dell’Europa, non rinunceremmo alla nostra sovranità, che prima o poi è comunque il nostro obiettivo.

segue nel link
Groenlandia spiegata a Trump https://www.greenreport.it/news/approfondimenti/59650-la-groenlandia-spiegata-a-trump

#Trump #Groenlandia #TillieMartinussen

@news @politica

 

La Relatrice speciale ONU sull’indipendenza di giudici e avvocati, Margaret Satterthwaite, ha inviato il 23 ottobre 2025 una lettera ufficiale al governo italiano esprimendo forti preoccupazioni sulla riforma costituzionale della giustizia (cosiddetta riforma nordio), che modifica gli articoli 102, 104 e 105 della Costituzione.

Secondo Satterthwaite, la separazione delle carriere, la creazione di due CSM distinti, il sorteggio dei membri e l’istituzione di una Alta Corte disciplinare comportano rischi seri per l’indipendenza della magistratura.

In particolare, la fine dell’unità della magistratura potrebbe indebolire il pubblico ministero ed esporlo a pressioni politiche e l’Alta Corte disciplinare che giudica anche in appello senza ricorso in Cassazione potrebbe violare il diritto a un controllo indipendente, contrario agli standard internazionali.

La Relatrice chiedeva al governo italiano chiarimenti e informazioni aggiuntive sulle criticità evidenziate;
spiegazioni su come la riforma rispetti gli obblighi internazionali, in particolare il diritto al giusto processo e al giudice indipendente;
indicazioni sulle misure adottate per riesaminare la riforma alla luce delle osservazioni ONU.

Nelle conclusioni, Satterthwaite invitava a un attento riesame degli emendamenti costituzionali affinché rafforzino, e non indeboliscano, l’indipendenza della magistratura, offrendo anche dialogo tecnico e supporto al governo.

Il messaggio finale è un richiamo istituzionale forte: senza una giurisdizione autonoma e indipendente non esiste una democrazia viva, e ogni riforma della giustizia è credibile solo se tutela questo principio fondamentale.

Questa riforma è pericolosa.
#VotaNo

Ps. Ovviamente la risposta del governo non è mai arrivata.

#MargaretSatterthwaite #riformamagistratura
#VOTANO
#ONU

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Lorenzo Tosa
"Decreto sicurezza"

È passata pressoché sotto silenzio la notizia di uno dei decreti più repressivi e anticostituzionali della storia repubblicana.

Il famigerato nuovo “Decreto Sicurezza” (per ora solo in bozza) del governo Meloni.

Quaranta articoli uno più scioccante dell’altro, dentro cui ci sono alcune norme che possono esistere solo nei regimi - a proposito di regimi, parola che la destra-destra ha appena imparato e pronuncia a caso.

Nel disordine:

Sarà represso, punito e criminalizzato ogni forma di dissenso, trasformato da diritto costituzionalmente garantito a problema di ordine pubblico.

Si rischiano multe salatissime (fino a 5000 euro) anche solo per aver manifestato per Gaza o altre cause sgradite.

Viene introdotto il “fermo di prevenzione” durante le manifestazioni: in pratica la polizia potrà arbitrariamente trattenere per 12 ore i manifestanti sospettati di rappresentare un pericolo. In pratica, chiunque decidano le forze dell’ordine, in qualunque momento.

E, mentre i cittadini vengono manganellati a colpi di decreto, scatta anche lo scudo penale per gli agenti, vecchio pallino della destra-destra.

Le Ong saranno ancora più criminalizzate di quanto non lo siano. E potranno subire un’interdizione temporanea di 30 giorni (più 30) del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale.
Anche in questo caso chi deciderà chi e se rappresentano un pericolo? Gli stessi che li considerano a prescindere dei criminali.

E i migranti eventualmente a bordo di barche interdette saranno reimpatriati anche in Paesi terzi con i quali l’Italia ha degli accordi specifici: vedi il tragico modello Albania.

E poi: diventerà facilissimo, quasi automatico, espellere i migranti, anche direttamente dal Ministero per i soggetti ritenuti “pericolosi”. Non è chiaro con quali parametri.

E ancora: nuove “zone rosse” istituite direttamente dai prefetti in zone a rischio. In pratica zone franche in cui, con la scusa della sicurezza, varrà tutto.

Si chiama Italia, ma sta diventando sempre più l’Ungheria di Orban.

Questa è roba da democratura.
Da Ungheria di Orban.
Da America di Trump.

Stanno sostituendo lo Stato di Diritto con lo Stato di Polizia.

Dovremmo scendere in piazza in milioni contro lo stesso decreto che ce lo renderà di fatto impossibile.

Eccola, la loro idea di democrazia. Spiegata in due righe.

#lorenzotosa
#decretosicurezza
#statodipolizia

@attualita
@news
@politica

 

Lorenzo Tosa

È arrivata la notizia che tutti aspettavamo. La più bella.

Alberto Trentini è LIBERO!

Dopo 423 giorni di incubo, carcere e prigionia, è stato finalmente rilasciato il cooperante italiano detenuto illegalmente dal Venezuela.

L’unica notizia veramente bella di una serie di vicende veramente orribili.

Nessuno nel governo osi mettere il cappello su questa liberazione. Non ci provino nemmeno.

Trentini è libero non grazie ma nonostante il governo italiano, che nulla ha fatto in questo lunghissimo anno e mezzo.

E nemmeno grazie a Trump, a cui dei venezuelani, figuriamoci dei prigionieri, non è mai fregato assolutamente nulla.

Altro che “liberatore”.

Resta la grande notizia e la fine di un incubo per una persona che non aveva fatto nulla.

Il pensiero in questo momento va alla mamma Armanda che con grande dignità si è battuta per la sua liberazione, spesso lasciata sola, abbandonata dalla politica che oggi esulta, alla famiglia, agli amici, a tutti quelli che non hanno mai smesso di crederci.

Buon ritorno a casa, Alberto!

#LorenzoTosa #albertotrentini #albertotrentinilibero

@news

 

𝗥𝗲𝗯𝗲𝗰𝗰𝗮 𝗕𝗿𝗼𝘄𝗻 𝗚𝗼𝗼𝗱 𝗿𝗶𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗹’𝗼𝗺𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗥𝗲𝗻𝗲𝗲 𝗚𝗼𝗼𝗱.

«Innanzitutto, voglio esprimere la mia gratitudine a tutte le persone che da ogni parte del paese e del mondo si sono fatte avanti per sostenere la nostra famiglia.

Questa gentilezza da parte di estranei è il tributo più appropriato, perché se avete mai incontrato mia moglie, Renee Nicole Macklin Good, sapete che sopra ogni altra cosa lei era gentile. Anzi, la gentilezza irradiava da lei.

Renee scintillava. Letteralmente scintillava. Non si metteva glitter, ma giuro che aveva scintille che le uscivano dai pori. Sempre. Potreste pensare che sia solo l’amore a parlare, ma la sua famiglia diceva la stessa cosa. Renee era fatta di sole.

Renee viveva secondo una convinzione fondamentale: nel mondo esiste la gentilezza e noi dobbiamo fare tutto il possibile per trovarla dove risiede e coltivarla dove ha bisogno di crescere. Renee era una cristiana che sapeva che tutte le religioni insegnano la stessa verità essenziale: siamo qui per amarci gli uni gli altri, prenderci cura gli uni degli altri e mantenerci al sicuro e integri a vicenda.

Come hanno fatto le persone in ogni luogo e in ogni epoca, ci siamo trasferiti per costruirci una vita migliore. Abbiamo scelto il Minnesota come nostra casa. Per tutto il lungo viaggio in macchina fino a qui, ci tenevamo per mano mentre nostro figlio disegnava sui finestrini per passare il tempo e le miglia.

Quello che abbiamo trovato arrivando qui è stata una comunità vibrante e accogliente: abbiamo fatto amicizia e diffuso gioia. E sebbene qualsiasi posto in cui fossimo insieme fosse casa, qui a Minneapolis c’era un forte senso condiviso che ci prendessimo cura gli uni degli altri. Qui avevo finalmente trovato pace e un porto sicuro. Questo mi è stato tolto per sempre.

Stavamo crescendo nostro figlio affinché credesse che non importa da dove vieni o come appari: tutti meritiamo compassione e gentilezza. Renee incarnava questa convinzione ogni giorno. Lei è puro amore. Lei è pura gioia. Lei è puro sole.

Mercoledì 7 gennaio ci siamo fermati per sostenere i nostri vicini. Noi avevamo i fischietti. Loro avevano le pistole.

Renee lascia tre figli straordinari; il più piccolo ha solo sei anni e ha già perso suo padre. Ora tocca a me crescere nostro figlio e continuare a insegnargli, come credeva Renee, che ci sono persone che stanno costruendo un mondo migliore per lui. Che le persone che hanno fatto questo avevano paura e rabbia nel cuore, e noi dobbiamo mostrare loro una strada migliore.

Vi ringraziamo per la privacy che state concedendo alla nostra famiglia mentre elaboriamo il lutto. Vi ringraziamo per aver garantito che l’eredità di Renee sia quella della gentilezza e dell’amore. Onoriamo la sua memoria vivendo i suoi valori: rifiutando l’odio e scegliendo la compassione, voltando le spalle alla paura e perseguendo la pace, rifiutando la divisione e sapendo che dobbiamo unirci per costruire un mondo in cui tutti possano tornare a casa sani e salvi dalle persone che amiamo.»

Rebecca

#rebeccabrowngood #reneenicolegood

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Pietro Zantonini, morto di freddo sul lavoro mentre svolgeva un turno di sorveglianza nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina per le Olimpiadi invernali. A 16 gradi sotto zero. Per dodici ore consecutive, in condizioni estreme.
È morto così, a 55 anni, mentre faceva il suo lavoro.
La moglie ha avviato una denuncia dai carabinieri, raccontando di turni massacranti e spesso consecutivi e - spiega il legale della famiglia - “assenza di tutele adeguate”.

Sempre peggio, sempre meno tutele, turni massacranti, stipendi non adeguati. E ormai non riguarda solo i lavoratori stranieri, ma tutti, italiani o meno.
Grazie Meloni che, durante tre anni di governo, non hai fatto nulla per il lavoro ed i lavoratori.
Un pensiero a Pietro Zantonini e alla sua famiglia.

#10-01-2026 #pietroZantonini #lavoro #tutele #milanoCortina #mortidilavoro #mortidilavoro #meloni

https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2026/01/belluno-vigilante-muore-in-un-cantiere-dei-giochi-milano-cortina-la-famiglia-denuncia-mancate-tutele-085e1130-9e01-4f39-919a-17980aa27476.html

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Cisgiordania, Idf spara nell'università di Bir Zeit: 11 studenti feriti Cisgiordania, Idf spara nell'università di Bir Zeit: 11 studenti feriti https://share.google/sbDEwXXpNX2b3EGp2

#Cisgiordania
#universityBirZeit
#idf
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Vergognoso questo attentato, segnale che il buio avanza sulla democrazia repubblicana e sui lavoratori dipendenti ed indipendenti.

Quante volte sono andata in quegli uffici per farmi consigliare ed aiutare nella mia condizione di insegnante precaria prima e di ruolo poi. E quant* insegnanti, spesso non tesserati, vi ho visto passare! E il bello è proprio questo, che non c'è necessità della tessera per essere aiutati.

Io di sindacati ne ho girati diversi, cominciando dallo Snals, quello specifico degli insegnanti, da cui sono fuggita dopo che mi hanno procurato la perdita di ben 14 punti nella domanda del ruolo, e non hanno saputo risolverla! Se avessi compilato la domanda da me stessa non sarebbe certamente accaduto! Ed ero pure tesserata.

Solidarietà alla Cgil e a tutti i lavoratori che a quelle porte di Primavalle si affacciano per la prima o per l'ennesima volta.

EA

#attentatosedecgil
#primavalle #landini

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attentato sede CGIL di Primavalle: parla il Segretario Generale Landini ... https://youtube.com/watch?v=NA2ENZlns88

 

Il video della ricostruzione dell'uccisione di Renee Nicole Good: gli spari e il pneumatico dell'auto girato verso destra

https://youtu.be/K/_mgiRmfHSA

#reneenicolegood
#omicidiominneapolis

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