emama

joined 9 months ago
 

Il ddl Romeo ha adottato la definizione di antisemitismo dell'IHRA.
"Nel 2016 l'IHRA ha pubblicato una «definizione operativa e non giuridicamente vincolante» di ciò che è da intendersi come antisemitismo, il cui testo è il seguente:

«L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei. Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto.»
(IHRA)

La definizione dell'IHRA fornisce alcuni esempi concreti di antisemitismo contemporaneo, in cui vengono ricompresi anche alcuni giudizi sulla condotta dello Stato di Israele: per esempio, è definito antisemita fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti."

Sarà reato paragonare i metodi utilizzati dell'attuale governo israeliano ai metodi utilizzati dai nazisti?

Il ddl completo

https://kritica.it/politica/ddl-romeo-una-legge-fascista-contro-lantisemitismo/

#ddlromeo #IHRA #antisemitismo #Israele

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Lorenzo Tosa (poliversity.it)
 

Lorenzo Tosa
In queste ore la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese è sottoposta a una gogna spaventosa e di una ferocia inaudita orchestrata dalla Francia e cavalcata indegnamente da tutta la destra di casa nostra, per chiederne la “testa” e le dimissioni dall’Onu.

E la “ragione”, a sentire gli indignati a targhe alterne, sono le parole definite “gravissime”, “vergognose”, addirittura “antisemite” (la solita, trita e pigra accusa) che Francesca Albanese avrebbe pronunciato nel suo ultimo discorso di sabato scorso al forum di Al-Jazira.

Poi vai a sentire il discorso integrale e scopri che per 3 minuti e 30 secondi Albanese non ha detto nulla che non sia assolutamente e insopportabilmente - per alcuni - condivisibile.

Ha parlato di genocidio a Gaza.

Ha detto che non è ancora finito, anzi, ora è ancora più visibile.

Ha smascherato le finte tregue americane e le inesistenti paci.

Ha parlato delle molteplici violazioni del diritto internazionale da parte di Israele.

Ha denunciato, soprattutto, il silenzio e della complicità di quasi tutti i governi occidentali.

Di tutto quel discorso, inattaccabile, inappuntabile e pure necessario, hanno estrapolato solo quattro paroline. Quattro. “Nemico comune dell’Umanità”.

Come se Albanese stesse parlando di Israele.

Basterebbe avere la pazienza e l’onestà intellettuale di ascoltarlo tutto quel discorso - e in particolare quel passaggio - per capire che non stava affatto parlando di Israele, semmai del sistema che ha reso possibile il genocidio a Gaza.

Cioè anche Noi, come società, i nostri “capitali finanziari”, l’economia di guerra, “algoritmi e armi”.

Testualmente, ha detto Albanese:

“Il fatto che invece di fermare Israele la maggior parte del mondo l'abbia armato, gli abbia dato scusanti politiche, copertura politica, supporto economico e finanziario, questa è una sfida. Il fatto che la maggior parte dei media occidentali abbia amplificato la narrativa pro-apartheid e genocida è una sfida. E allo stesso tempo, è anche un'opportunità.
Se il diritto internazionale è stato pugnalato al cuore, è anche vero che mai prima d'ora la comunità globale aveva visto le sfide che tutti noi affrontiamo – noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi. Ora vediamo che noi come umanità abbiamo un nemico comune, e le libertà, il rispetto delle libertà fondamentali, sono l'ultima strada pacifica, l'ultimo strumento pacifico che abbiamo per riguadagnare la nostra libertà".

È un discorso di una lucidità disarmante, e proprio per questo hanno preferito ignorarlo, fraintenderlo, equivocarlo.

Perché il “nemico comune” di cui parlava Albanese non era affatto Israele in quanto tale, men che meno gli ebrei (sciocchezza assoluta), ma gli stessi che oggi la accusano in malafede di antisemitismo per non dover guardare la verità e la responsabilità politica, economica, MORALE che Francesca Albanese gli ha sbattuto davanti agli occhi.

Per questo la attaccano e ne chiedono con la bava alla bocca le dimissioni, spesso senza neanche aver ascoltato mezza parola di quel discorso.

Perché gli altri, quelli che lo hanno ascoltato, ne sono stati colpiti drammaticamente nel vivo.

E in prima fila l’Italia e il governo e tutta la destra in massa e tutti i negazionisti del genocidio.

Perciò solidarietà totale a Francesca Albanese, per quello che ha detto e per quello che ha fatto negli ultimi tre anni, spesso sola a combattere contro un potere quasi assoluto, contro tutto o contro tutti, o quasi.

Sappia che siamo in tanti con lei. Anche oggi che non è facile, soprattutto oggi che non è comodo.

Ma è semplicemente GIUSTO.

#Francescaalbanese #gaza #genocidio #gognamediatica #franciacontroalbanese

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La comunità sudamericana irrompe in tutte le sue declinazioni all'apertura del Super Bwol. Un Halftime Show che Bad Bunny declina interamente in lingua spagnola e cultura latino americana. Uniche parole in inglese “God bless America”.
«State ascoltando musica da Puerto Rico, dalle baraccopoli e dai quartieri»
Un pallone da football con la scritta “Insieme siamo l’America”
Con Madonna e Ricky Martin special guest.
La Comunità è grande, vivace e orgogliosa di sé, del suo insieme di caratteri che il ballo unisce e celebra! E dice a Trump: Ci siamo in USA, contiamo in USA, non ci annullerai, non dimenticarlo mai!
ORGOGLIO LATINO!!!

Trump infuriato.

#halftimeshow #badbunnysuperbowl #badbunny

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Bunny's Apple Music Super Bowl Halftime Show https://youtube.com/watch?v=G6FuWd4wNd8

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Ghali (infosec.pub)
 

Ghali
"A tutti. Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l'Inno d'Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all'ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro."

#ghali #olimpiadi2026

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Da Piero Fedeli

Quando CasaPound si schiera per il Sì, non è un endorsement: è un avviso di pericolo.
Tipo il teschio sulle bottiglie di veleno.

“Chi ama l’Italia vota Sì”, dicono loro. Detto dai nostalgici di un regime che l’Italia l’ha portata alla rovina, alle leggi razziali e alla guerra persa: è come se Jack lo Squartatore aprisse un corso di educazione civica.
Parlano di Costituzione antifascista con la stessa credibilità con cui un piromane fa il vigile del fuoco.

Grazie davvero a CasaPound per la chiarezza: se i neofascisti, insieme al solito caravanserraglio di reduci, affaristi e urlatori seriali, tifano compatti per il Sì, allora il No smette di essere un’opzione. Diventa igiene costituzionale.

#casapound #referendumGiustizia

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submitted 2 months ago* (last edited 2 months ago) by emama@poliversity.it to c/news@feddit.it
 

Rita Rapisardi giornalista freelance
Una testimonianza divergente ("eretica" per Nordio chissà?)sull'assalto al poliziotto a Torino.
...

Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque.

La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione.

Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi.

Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.

In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto.

A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi.

Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone, mi pare una avesse un'asta in mano. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello).

Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno.

Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato".

Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (anche fotografi, che non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce.

Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, possiamo parlarne di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti.

#Torino #manifestazioneAskatasuna #scontritorino #ritarapisardi

La pagina di Rita Rapisardi
https://www.facebook.com/share/1AHwqrC4k2/

@news

 

Blasfemo? Nordio conosce il significato della parola blasfemo e l'ambito di applicazione?

"blasfemo (aggettivo e sostantivo) definisce parole, scritti o comportamenti oltraggiosi e irriverenti verso la divinità, la religione o simboli sacri. Derivante dal latino tardo blasphemus, indica un atto sacrilego. Sinonimi comuni sono empio, eretico, profanatore e sacrilego."

Il termine non si applica a temi profani.
Da quando una leggitima critica ad una legge costituisce blasfemia?
Neppure Mussolini si era spinto a tanto, per quanto io sappia.

#Nordio #blasfemo #ReferendumGiustizia

@news
@politica

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/01/30/la-cassazione-lindipendenza-delle-toghe-resti-caposaldo-del-sistema/_467e4970-00e2-4002-93b5-1f4efde7cdce.html

 

L'USO DEL LUTTO COME PREMESSA DI "SOLUZIONE FINALE".

- NETANYAHU e BEN-GVIR "PARLANO" DAL FUNERALE DELL'ULTIMO OSTAGGIO.

di Lavinia Marchetti

A Meitar, il 28 gennaio 2026, la sepoltura di Ran Gvili chiude il conteggio degli ostaggi riportati dalla Striscia di Gaza dopo ottocentoquarantatré giorni di prigionia e operazioni militari. Questo evento sancisce la fine di una fase del conflitto. Lo Stato utilizza il corpo dell'ultimo rapito per stabilire nuove regole d'ingaggio definitive. Benjamin Netanyahu ha rimosso la spilla gialla dal proprio abito durante l'elogio funebre. Questo atto simbolico indica il passaggio dalla gestione della crisi alla proclamazione di un obiettivo finale di cancellazione territoriale e di sterminio. Il Primo Ministro ha dichiarato:

«Per 843 giorni, questa spilla gialla è rimasta appuntata al mio petto, un peso costante, un promemoria del debito che avevamo verso Ran e verso ogni singola anima rapita in quel giorno nero. Oggi, con il ritorno di Ran Gvili, l'ultimo dei nostri figli, la missione nazionale di riportarli a casa è ufficialmente compiuta. Posso finalmente toglierla, ma non illudetevi: se oggi cade la spilla, la nostra spada resta sguainata e più affilata che mai» (Benjamin Netanyahu, Discorso al funerale di Ran Gvili, Meitar, 28 gennaio 2026).

Questa affermazione lega la fine dell'attesa alla ripresa di una violenza che non prevede più il limite del negoziato. L'obiettivo dichiarato diventa la trasformazione di Gaza in un luogo privo di vita civile. Netanyahu prosegue definendo lo spazio nemico attraverso la categoria del nulla:

«Continueremo a setacciare ogni centimetro della Striscia finché Gaza non sarà altro che un deserto smilitarizzato dove il nome di Hamas sarà solo un monito per i secoli a venire. Chi ha toccato Ran ha pagato con la vita, e chiunque oserà sfidarci ancora vedrà la propria casa rasa al suolo».

Itamar Ben-Gvir ha integrato questa visione con una richiesta che incide sulla materia biologica dei prigionieri. Il Ministro della Sicurezza Nazionale ha invocato l'applicazione della pena capitale come strumento ordinario. Le sue parole definiscono un'alterità assoluta priva di diritti elementari:

«Non è più tempo di prigioni, non è più tempo di nutrire questi animali umani con le tasse dei nostri cittadini. Chiedo ufficialmente al governo di approvare ora la legge sulla pena di morte. Ogni terrorista che ha partecipato a quell'orrore deve uscire dalle nostre carceri solo dentro una bara» (Itamar Ben-Gvir, Elogio funebre per Ran Gvili, Meitar, 28 gennaio 2026).

La richiesta di trasformare il sistema carcerario in un apparato di eliminazione fisica riflette l'impianto argomentativo del colonialismo d'insediamento e si avvicina ad un nazismo dichiarato. La vita del nemico viene considerata priva di valore giuridico. La morte diventa l'unico esito possibile del processo di custodia. Ben-Gvir ha concluso ribadendo la necessità di una forza che esclude concessioni umanitarie:

«Non ci può essere pietà per chi non ha umanità. Per Ran, per il suo sangue, la nostra risposta deve essere una forza schiacciante e definitiva, senza concessioni e senza aiuti umanitari per chi ha protetto i suoi rapitori».

- Al di là del delirio che possiamo facilmente scorgere in queste parole, si può notare anche come questa retorica trasforma il rito del commiato in una ratifica della violenza sovrana. Il corpo di Gvili funge da fondamento per la fondazione di "Renanim", una nuova comunità nel Negev che sorgerà sopra la memoria del conflitto. La distribuzione territoriale degli insediamenti segue la logica della sostituzione della popolazione locale. La conclusione della missione per gli ostaggi apre la fase della desertificazione di Gaza. Ogni azione viene presentata come necessaria per la sicurezza dello Stato. Il lutto si fa pretesto per la cancellazione dell'altro. Il genocidio continua. Per tutte le anime belle che credevano che restituendo gli ostaggi si sarebbero fermati.

#funeraliGvili #nethanyahu #bengvir #sionismoOmicida #penadimorte
#israele #israelegenocida

@news @politica

 

Da #Lorenzotosa

Mentre a destra versano fiumi di retorica e ipocrisia sull’Olocausto, nel silenzio generale, accade che il 30 gennaio, a 72 ore dal Giorno della Memoria, un deputato della Lega inviti alla Camera nientemeno che CasaPound, ovvero un partito apertamente e orgogliosamente neofascista.

Ospite il portavoce di CasaPound Luca Marsella, già condannato per scontri con le forze dell’ordine e uno dei promotori dell’adunata fascista di Acca Larentia.

Per parlare di cosa?

Di “Remigrazione”. Ovvero il mantra della destra estrema europea e mondiale.

In un Paese appena decente CasaPound sarebbe bandita dalla scena pubblica e costretta a sciogliersi in applicazione della legge Scelba.

Qui da noi viene invitata alla Camera dal secondo partito di governo come se nulla fosse.

Il tutto - come sfregio ulteriore - nei Giorni della Memoria e a pochi giorni dall’incontro tra Salvini e l’influencer neonazista inglese Tommy Robinson al Ministero dei Trasporti.

E ha fatto benissimo l’opposizione a chiedere una cosa semplice che dovrebbe essere ovvia: quel convegno non s’ha da fare.

Fuori CasaPound dal Parlamento!

Non è censura. È rispetto della democrazia. E della Storia.

Soprattutto oggi.

#casapound #Parlamento #remigrazione
#casapoundeCasapound #lucamarsella

@news

 

Da Lorenzo Tosa

Ora è ufficiale, altro che fake news.

La famigerata ICE sbarcherà in Italia per le Olimpiadi di Milano-Cortina.

A confermarlo è la stessa Ice attraverso un portavoce, smentendo in modo imbarazzante lo stesso ministro dell’Interno Piantedosi, che aveva sempre negato.

Saranno in Italia per - testuale - “fornire supporto al Servizio di sicurezza diplomatica del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e alla Nazione ospitante per verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali”.

Le cose a questo punto sono due. O l’Ice agisce in Italia “a sua insaputa”. Oppure il governo ha mentito spudoratamente agli italiani.

E in entrambi i casi c’è da avere i brividi.

Di sicuro squadracce paramilitari che terrorizzano, minacciano e uccidono liberi cittadini a casa loro saranno qui da noi per occuparsi di sicurezza, accolti con tutti gli onori.

Se non è fascismo quello dell’Ice, non so davvero cosa sia il fascismo.

Ma il servilismo, quello è chiaro come il sole.

Vergogna!

#iceout #ice #olimpiadi2026 #piantedosi

@news

 

Da Lorenzo Tosa

Sapete qual è per la destra la più grave minaccia alla sicurezza esistente oggi nel nostro Paese?

Questo ragazzo qui, Ghali Amdouni, per tutti semplicemente Ghali.

Prima ancora che possa esibirsi alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina, è finito in queste ore bersaglio di una vera e propria gogna violentissima (“Odiatore”, “Umiliazione per l’Italia” tuona la Lega) e addirittura una autentica CENSURA PREVENTIVA per quello che potrebbe “osare” dire sul genocidio a Gaza.

Al punto che il ministro Abodi ha voluto rassicurare tutti con questa frase spaventosa: “Non esprimerà il suo pensiero sul palco”.

Siamo arrivati a un punto tale che non censurano neppure più quello che uno dice.

Ma addirittura censurano il libero pensiero, le idee, anche quelle che non sono mai state dette, ma che potrebbe pensare di dire.

Non è neanche più un governo.

Siamo alla psico-polizia. A un grado di repressione del dissenso a livelli ormai paranoici, patologici.

Addirittura la Presidente della Comunità Ebraica Di Segni si augura che Ghali “abbia ricevuto delle indicazioni e delle linee guida sul ruolo che deve svolgere”, come se fosse un animaletto ammaestrato.

Ma ci rendiamo conto?

Voglio esprimere a Ghali tutta la mia stima per le posizioni che ha sempre preso sul genocidio e la solidarietà per la vergogna immane, indegna che sta subendo ma degnissima di un regime.

Avrete anche il potere, ma non avete un’unghia della dignità e della libertà di quest’uomo.

#censuradiregime #ghali #olimpiadi2026 #ministroabodi #noemidiSegni #ucei
@news @politica

 

Da Lorenzo Tosa

Anche il cardinale Matteo Maria Zuppi ha preso posizione sul Referendum Giustizia.

Lo ha fatto a suo modo. Senza mai pronunciare esplicitamente quelle due lettere, No, ma facendo capire chiaramente come la pensa con parole che sono una difesa strenua e coraggiosa, non comoda, della Costituzione più bella del mondo.

“La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l'assetto del Csm sono temi che, come pastori e come comunità ecclesiale, non ci devono lasciare indifferenti.

C'è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare.

Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l'esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti.
Invitiamo quindi tutti ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco".

In poche, pesate e chirurgiche, parole Zuppi ha in un colpo solo:

Difeso l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

Difeso la Costituzione così come l’hanno voluta madri e padri costituenti.

Infine ha invitato tutti a fare il proprio dovere e andare a votare.

Sono parole che grondano impegno e passione civile.

Attaccheranno anche lui per questo, gli diranno di occuparsi dello spirito, di pensare alle anime, di farsi i fatti suoi, lo stanno già facendo.

Io, invece, ringrazio di cuore il cardinale Zuppi.

Lo avrei voluto come Papa. Anche e non solo per questo.

#riformamagistratura #cardinalZuppi

@news

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